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Topografia & Catasto

Accatastamento Fabbricati Rurali Adempimenti
15/09/2017 di Antonio Santosuosso

Fabbricati rurali – scadenza e profili sanzionatori

In relazione alle recenti comunicazioni pervenute a numerosi contribuenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, in considerazione anche dell’approssimarsi della scadenza del 30/11/2017 (termine del periodo di decadenza quinquennale per l’applicazione della sanzione per mancata dichiarazione di accatastamento) indicato dalla nota interna n. 127649 del 05 agosto 2016 per l’espletamento di tutti i controlli da parte degli Uffici Territoriali sui fabbricati rurali ancora censiti nel catasto terreni, si ritiene utile fornire alcune precisazioni.

Obbligo di censimento nel catasto urbano dei fabbricati rurali

Dopo numerose vicissitudini sul destino di tutti i fabbricati rurali che risultavano ancora censiti nel catasto terreni con l’art. 13, comma 14-ter del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011 veniva fissato come termine ultimo per la dichiarazione in catasto urbano degli stessi il 30 novembre 2012. Tale scadenza è rimasta invariata nonostante le sollecitazione di alcune associazioni professionali (agricoltori, professionisti, ecc.) ad eccezione per le zone delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, interessati dagli eventi sismici dei giorni 20 e 29 maggio 2012, per le quali con la Legge 7 dicembre 2012 n. 213, di conversione del D.L. 174/2012 il termine veniva fissato al 31 maggio 2013.

Fabbricato interessati

Come rilevabile anche dal comunicato stampa diramato dall’Agenzia delle Entrate, Ufficio Comunicazione datato 24 maggio 2017 (Allegato), che testualmente recita: “I titolari di diritti reali sui fabbricati che possiedono i requisiti di ruralità avevano l’obbligo di dichiararli al Catasto Edilizio Urbano entro il 30 novembre 2012, mentre per i fabbricati che possedevano in passato i requisiti di ruralità, successivamente persi, la dichiarazione in catasto andava presentata entro 30 giorni dalla data di perdita dei requisiti.” , l’obbligo di dichiarazione entro il 30/11/2012 era riferito solo ed esclusivamente ai fabbricati ancora iscritti al catasto terreni che a tale data possedevano ancora i requisiti di ruralità di cui all’art. 9 del D.L. n. 557/1993.

Si evidenzia, infatti, che con il comma 2 dell’art. 1 del DPR n. 139 del 23/03/1998 (Regolamento recante norme per la revisione dei criteri di accatastamento dei fabbricati rurali), si stabiliva che per l’accatastamento delle nuove costruzioni prive dei requisiti di ruralità, ovvero delle costruzioni già censite nel catasto terreni, per le quali non sussistono i suddetti requisiti, si applicano le disposizioni per la conservazione del catasto edilizio urbano. In sostanza si affermava che per i fabbricati per i quali non sussistevano più i requisiti di ruralità doveva applicarsi il termine fissato dall'art. 28 della legge n. 1249/1939, e cioè il  31 gennaio dell'anno successivo a quello in cui erano diventati abitabili o servibili all'uso cui erano destinati. Il suddetto termine è stato reso più stringente con l'articolo 34-quinquies, comma 2° del D.L. n. 4/2006 convertito nella legge n. 80/2006 che ha portato tale periodo a trenta giorni dal momento in cui sono divenuti abitabili o servibili all'uso cui sono destinati.

Requisiti ruralità

I requisiti per il riconoscimento della ruralità ai fabbricati iscritti in catasto vengono fissati con l’art. 9 del D.L. n. 557 del 1993. Attualmente è intervenuto a fare un po' di chiarezza il Decreto del Ministero delle Finanze del 26 luglio 2012 in cui vengono fissate le regole per l’iscrizione e/o variazione in catasto dei fabbricati aventi i requisiti di ruralità, obbligando la redazione di una variazione catastale DOCFA in caso sia necessario l’attribuzione di una nuova categoria catastale o predisponendo apposita domanda redatta secondo i modelli allegati allo stesso negli altri casi, entro trenta giorni dal momento in cui acquistano o perdono i requisiti di ruralità. Permangono, tuttavia, alcune criticità circa la corretta applicazione della normativa.

Profili sanzionatori

In base a quanto fin qui esposto, in relazione alle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate di cui si è detto, per i fabbricati attualmente ancora censiti nel catasto terreni si possono avere le seguenti condizioni:

  1. il fabbricato citato nella comunicazione è un manufatto per il quale non sussiste l’obbligo di accatastamento in quanto trattasi di vasca o aia erroneamente indicata in atti come fabbricato rurale, rudere, unità collabente, unità demolita, o altra costruzione indicata all’art. 3 del D.M 2 gennaio 1998 n. 28. In tal caso basta predisporre la segnalazione come da modello allegato alla comunicazione, senza l’applicazione di alcuna sanzione a meno che non si tratti di variazione di coltura in aumento (ad esempio da fabbricato rurale senza reddito a terreno coltivato) con l’applicazione della sanzione prevista dall’art. 3 del D.L. 18 dicembre 1997 n. 471 (da € 250,00 ad € 2.000,00) ove la variazione venga dichiarata oltre il 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui si è verificata (DPR 917 del 22/12/1986), e salvo la prescrizione se oltre il 31 dicembre del quinto anno successivo.
  2. il fabbricato è un manufatto che non possiede i requisiti di ruralità, né li possedeva al 30/11/2012, in tal caso si applica il regime sanzionatorio ordinario, cioè se la dichiarazione avviene oltre il trentesimo giorno cui sono divenuti abitabili o servibili all'uso si applica la sanzione per omessa dichiarazione da € 1.032,00 ad € 8.264,00 per unità immobiliare (art. 31 R.D.L. 652/39 come modificato dall’art. 2, comma 12 del D.Lgs 23/2011), fermo restando la decadenza della sanzione se l'atto di contestazione, ovvero l'atto di irrogazione, non è notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui e' avvenuta la violazione (art. 20 D.L. 472 del 18/12/1997). Rientrato in questa casistica anche i fabbricati demoliti e ricostruiti (ex Lege 219/81) in quanto la violazione dell’obbligo di accatastamento si è formata trascorso il  trentesimo giorno dal momento in cui sono divenuti abitabili o servibili all'uso.
  3. il fabbricato possedeva i requisiti di ruralità al 30/11/2012 ma li ha persi successivamente a tale data, in tal caso è applicabile la sanzione come prima indicata da  da € 1.032,00 ad € 8.264,00 ad unità immobiliare, in quanto l’obbligo di accatastamento si è formato alla data del 30/11/2012, e non sono ancora trascorsi i cinque anni.
  4. Il fabbricato è ancora oggi in possesso dei requisiti di ruralità così come al 30/11/2012, per cui viene dichiarato in catasto secondo le modalità di cui al Decreto del Ministero delle Finanze del 26 luglio 2012, in tal caso è applicabile la sanzione come prima indicata da € 1.032,00 ad € 8.264,00 ad unità immobiliare, in quanto l’obbligo di accatastamento è nato alla data del 30/11/2012, e non sono ancora trascorsi cinque anni.

In tutti i casi in cui è prevista l’applicazione della sanzione l’Utente può avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso versando l’importo della sanzione ridotto con la presentazione dell’atto catastale di aggiornamento.

Visto la complessità dei profili sanzionatori applicabili ai fabbricati rurali di cui alle comunicazioni inviate, è necessaria un’attenta analisi del singolo caso da parte del tecnico incaricato, evidenziando in modo opportuno l’applicabilità e meno della sanzione nell’atto di aggiornamento catastale (relazione tecnica del PREGEO e/o DOCFA) onde evitare l’errata applicazione della sanzione, nonché inutile aggravio di spese a carico del Committente.


Allegati:    205.16 KB - comunicato stampa agenzia

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