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Modificato il TU dell’edilizia (380/2001)
10/07/2017 di Luciano Viscido
2005_M_1499670765.jpgLa Legge 21 giugno 2017 n. 96, di conversione del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, all’art. 65-bis ha modificato il comma 1 lettera c) dell’art. 3 del D.P.R. 380/01 (Testo unico dell’edilizia). Tale modifica ha riguardato la definizione dell’intervento edilizio di “restauro e risanamento conservativo” che diventa:
“gli interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ((ne consentano anche il mutamento delle destinazioni d'uso purché con tali elementi compatibili, nonché conformi a quelle previste dallo strumento urbanistico generale e dai relativi piani attuativi)). Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio” (in grassetto la modifica apportata).
Tale modifica si è resa necessaria a seguito di una recente sentenza della Corte di Cassazione (la n. 6873/2017) che ha sollevato numerose perplessità da parte di alcuni Comuni, in quanto in essa si afferma che il cambio di destinazione d’uso degli immobili (ed in particolare nei centri storici), è da ricondurre all’intervento di “ristrutturazione edilizia” e, pertanto, per la sua realizzazione è necessario il permesso di costruire. La questione sollevata da parte dei Comuni è che la sentenza rischia di bloccare il recupero degli edifici nei centri storici, dove in genere è previsto l’esecuzione dei soli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e restauro risanamento conservativo, favorendo l’abbandono degli stessi. In netto contrasto con i recenti orientamenti del legislatore sulla riduzione del consumo di suolo e conseguente incentivazione al recupero dei volumi esistenti.
Altra modifica al Testo Unico è presente nel disegno di Legge Concorrenza (n. 3012-C), approvato dal Senato e modificato dalla Camera, per cui in attesa dell’approvazione definitiva. La modifica, se approvata, riguarderà la presentazione della variazione catastale (DOCFA) in caso di interventi di attività di edilizia libera. Secondo la vigente normativa (art. 6 comma 3) per gli interventi soggetti a CILA, ove la comunicazione di fine lavori sia accompagnata dalla prescritta documentazione per la variazione catastale, quest'ultima e' tempestivamente inoltrata da parte dell'amministrazione comunale ai competenti uffici dell'Agenzia delle Entrate. La modifica allo studio prevede, invece, che sia l’interessato a presentare la variazione catastale direttamente all’Agenzia dell’Entrate tramite la procedura DOCFA. Per gli interventi già iniziati, il proprietario dovrà provvedere agli atti di aggiornamento catastale entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della Legge, per non incorrere in sanzioni. Restiamo in attesa dell’approvazione definitiva.


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