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Riforma delle Professioni, approvato il DPR dal Consiglio dei Ministri
06/08/2012 di Antonio Santosuosso
873_M_1268564886.jpgIl decreto è stato sottoposto, nelle scorse settimane, all’esame delle categorie professionali, del Consiglio di Stato e del Parlamento, che hanno rilevato moltissimi punti critici, a seguito dei quali il Governo ha ampiamente modificato il testo.

La prima novità è la proroga di un anno dell’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, che quindi non scatterà più il 13 agosto 2012 ma il 13 agosto 2013. La richiesta di avere un anno di tempo in più era stata avanzata dal PAT professioni area tecnica, in particolare dagli Ingegneri  che ha diffuso un Vademecum con le prime indicazioni per stipula la delle polizze assicurative professionali

Il Decreto ridisegna la disciplina del tirocinio professionale, che resta obbligatorio solo per le professioni per le quali già lo era (e non per tutte, come ipotizzato nel testo iniziale) e può durare al massimo 18 mesi. Potrà essere svolto presso enti pubblici e, per i primi sei mesi, in concomitanza con l’ultimo anno di Università. È stata eliminata l’incompatibilità dei tirocinio con l’impiego pubblico; potrà quindi essere svolto contemporaneamente ad un impiego pubblico e privato, con madalità e orari idonei. Quanto ai corsi di formazione, non saranno obbligatori ma facoltativi e alternativi al tirocinio.
 
La formazione continua è obbligatoria e i corsi potranno essere erogati non solo da Ordini e Collegi (come previsto nella prima bozza) ma anche da altri soggetti e associazioni, previa autorizzazione dei Consigli Nazionali e parere vincolante del Ministero della Giustizia.
 
Il Regolamento riordina la funzione disciplinare, affidandola ai Consigli di disciplina. I componenti del Consiglio di disciplina non possono far parte del Consiglio dell’Ordine o del Collegio, sono nominati dal Presidente del Tribunale che sceglie da una rosa di nomi proposti dal Consiglio dell’Ordine sulla base di criteri che saranno definiti entro 90 giorni da apposito regolamento.
 
Resta confermata la possibilità di fare pubblicità informativa con ogni mezzo e anche sui compensi.

È stata modificata la definizione di “professione regolamentata”, giudicata troppo ampia dagli Ordini, restringendola ai soli iscritti agli Albi professionali, ed è stata ribadita l’obbligatorietà dell’Esame di Stato, aggiungendo il richiamo all’articolo 33 della Costituzione.

Quanto agli altri due pilastri della riforma, il Regolamento sui compensi professionali e il Decreto sulle Società tra Professionisti, ricordiamo che il primo è in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mentre il secondo è per il momento in stand by e la sua emanazione potrebbe essere rinviata a settembre.
 

Soddisfatti il Consiglio Nazionali delle varie Categorie, infatti, Il Dpr approvato dal Consiglio dei Ministri - se confermato dà attuazione ad una Riforma sostanzialmente utile, che adegua finalmente le nuove regole professionali a quelle europee, confermando la peculiarità del ruolo delle professioni nella società italiana, nei confronti dei cittadini. È attenta, per il tramite del tirocinio e della formazione permanente, ad un innalzamento degli standard professionali: questo si spera si traduca  in maggiori livelli di sicurezza dei cittadini.


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